Emanuele Ventanni (28.10.1961) appartiene a quella generazione di artisti italiani che hanno fatto il loro ingresso nella creazione artistica a metà degli anni '80. Dopo gli studi all'Istituto d'Arte di Sansepolcro si è stabilito nella natia Umbertide, dove ha costituito il proprio atelier. Il retroterra culturale e artistico di questa cittadina, come pure la vicinanza con centri di grande rilevanza artistica, nel passato e nel presente, quali Perugia, Assisi, Gubbio, Città di Castello, hanno avuto, senza ombra di dubbio, la loro influenza nella formazione successiva della sua personalità creativa. Il rapporto sensibile che l'autore ha con il contemporaneo così come con la storia, col moderno come pure col classico, si riscontra nei suoi mezzi espressivi e nelle tecniche che adotta, divenendo, per la sua opera, d'importanza determinante. Ciò si manifesta soprattutto nella sua predilezione per le forme classiche della creazione artistica, per la pittura, le tecniche di grafica d'arte, la ceramica, per le opere monumentali quali l'affresco e il graffito, per il restauro di opere d'arte e, ultimamente, anche per la scultura.

Il cuore dell'opera di Emanuele Ventanni, tuttavia, si trova innanzi tutto nella pittura figurativa, nell'ambito della quale egli definisce il proprio personale approccio a questo eterno tema dell'arte. Sperimenta tecniche tradizionali e innovative, ricercando sempre nuove modalità per rappresentare la figura umana. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre in Italia e in Francia e le sue realizzazioni monumentali adornano spazi pubblici, non solo nella sua Umbria, ma anche a Roma e in altre città italiane.

La trentina di quadri, coi quali Emanuele Ventanni si presenta al pubblico slovacco, e che già l'anno scorso furono mostrati in anteprima in Slovacchia, a Trebisov e a Kosice, rappresenta un capitolo della sua opera. Si tratta di una collezione completa di opere voluminose, di ritratti femminili e di nudi, nati fra il 1999 e il 2001, uniti da una tematica comune, dall'unità stilistica e da una tecnica sola. Apparentemente si riscontra in esse un forte iper-realismo, nel quale tuttavia i colori reali sono sostituiti da un monocromatismo che ricorda il chiaroscuro rinascimentale. E' il risultato di una tecnica particolare ed impegnativa, che non si basa sull'uso del pennello e sulla stesura del colore, ma su tutt'altro. L'autore riveste la superficie lignea con uno spesso strato di colore scuro, che progressivamente smeriglia mediante l'uso della carta vetrata, così da ottenere, con ogni strato di colore eliminato, una tonalità più chiara. La tenue modulazione di tonalità, dalla più scura alla più chiara, dà vita alle forme e ai volti delle figure femminili dell'opera di Ventanni, le quali, a dimensioni reali e monumentali, sono un omaggio alla grazia e alla bellezza.

Il titolo della mostra, "Pensiero dell'Arte", indica tuttavia che l'autore pensa ben più che ad inebriare con la bellezza di un corpo femminile, ben oltre il nudo d'effetto, ben al di là di un ritratto realistico. La sua opera è tutta tesa a ricercare il significato nascosto della vita, a svelare i pensieri delle proprie muse, a rivelare il mondo segreto dell'anima femminile, a mostrare sentimenti, desideri, fantasie, speranze. I suoi soggetti, pur trattandosi evidentemente di uno stesso tipo femminile, dalla figura sottile, il bel volto delicato e i lunghi capelli fluenti, assumono però molte sembianze. Delicati ed innocenti, ma anche di una femminilità matura e sensuale, che s'incamminano silenziose lungo i sentieri della vita, come pure capaci di scatenare tempeste dei sensi. Sono madri, amiche, amanti, ognuna nel proprio universo e coi propri legami con gli aspetti sociali, spirituali, sensuali della vita.

"Pensiero dell'Arte" non è soltanto il "pensiero artistico": è anche la capacità di riflettere la realtà e le sue mille sfumature. Ed è proprio il principio del riflettere e del rispecchiare che più d'ogni altra cosa attrae nell'opera di Emanuele Ventanni. Il riflesso dell'espressione di un volto, in uno specchio, in una superficie d'acqua o anche soltanto una mera proiezione di un pensiero, permettono all'artista di dar vita a doppi ritratti, figure sdoppiate, prospettive da più punti di vista, allusioni e accenni di grande effetto. E' il riflesso del mondo interiore dell'uomo moderno, così come ciascuno di noi può percepirlo.

Maria Horvàthovà